Anagrafe - Stato Civile

Ufficio Anagrafe e Stato Civile

Responsabile del Procedimento Anagrafico: Paris Marisa

Responsabile del Procedimento Stato Civile: Finazzi Rosalba
Anagrafe e segreteria: Provenzi Antonella

 

I certificati di stato civile

Sono i certificati o gli estratti di NASCITA, MATRIMONIO, MORTE.
Possono essere rilasciati soltanto dai Comuni che hanno depositato presso l'Ufficio di Stato Civile l'atto originario o l'atto trascritto (di nascita, morte o di matrimonio).

Con l'entrata in vigore il giorno 23 Febbraio 1999 del Regolamento di attuazione degli articoli 1,2 e 3 della L. 15/5/97, n. 127, il cittadino, nei rapporti con la Pubblica Amministrazione e con i concessionari e gestori di pubblici servizi, ha la possibilità di "autocertificare" tutti i dati a diretta conoscenza contenuti nei registri dello stato civile. Tali dichiarazioni possono essere rese dall'interessato senza che le stesse vengano autenticate, in piena esenzione dell'imposta di bollo.

 

Certificati anagrafici

Sono i certificati di RESIDENZA, STATO DI FAMIGLIA, CITTADINANZA ITALIANA,  ESISTENZA IN VITA, STATO LIBERO, STATO VEDOVILE, GODIMENTO DIRITTO POLITICI.

Questi certificati possono essere rilasciati soltanto dal Comune di residenza ed hanno validità di sei mesi dalla data del rilascio.

Quando una pubblica amministrazione richiede più certificati, si consiglia di richiedere un unico certificato plurimo (o contestuale) che raccolga tutti i certificati richiesti.
Ad esempio se vengono richiesti sia il certificato di residenza che lo stato di famiglia può essere rilasciato un solo certificato contestualedove risulti la residenza e lo stato di famiglia.

Validità dei certificati

Tutti i certificati che attestano stati e fatti non soggetti a modificazioni (ad esempio il titolo di studio, i certificati di nascita o di morte) hanno VALIDITA'  ILLIMITATA.Tutti gli altri certificati hanno la validità di SEI MESI.
I certificati anagrafici e le certificazioni di stato civile possono essere utilizzati dalle pubbliche amministrazioni o da chi gestisce un pubblico servizio (ma non da privati) anche oltre i termini di scadenza, sempre che l'interessato dichiari in fondo al documento, che le informazioni contenute nel certificato stesso, non hanno subito variazioni dalla data di rilascio. La firma non va autenticata e nemmeno opposta in presenza del dipendente addetto.
Ad esempio: posso utilizzare un certificato di residenza anche dopo sei mesi dalla data del rilascio, se nel frattempo non ho cambiato residenza e scrivo in fondo al certificato "dichiaro che i dati riportati nel certificato non sono modificati".

I dati contenuti nei documenti di riconoscimento validi (carta d'identità, passaporto, patente) come ad esempio luogo e data di nascita, cittadinanza, stato civile e residenza, hanno lo stesso valore dei corrispondenti certificati, ovviamente se i dati non sono cambiati.

L’autocertificazione

L'Autocertificazione consiste nella possibilità per il cittadino di consegnare o spedire ad un qualsiasi ufficio pubblico ed ai gestori di pubblici servizi (ENEL, SOBERGAS, TELECOM, ACI, ecc.) una dichiarazione da lui sottoscritta, che sostituisce a tutti gli effetti, il normale certificato.

Detta dichiarazione non necessita di autentica e in questo caso il cittadino risparmierà
 sempre l'imposta di bollo.

E' possibile autocertificare :

  • Data e luogo di nascita
  • Residenza
  • Cittadinanza
  • Godimenti diritti politici
  • Stati di celibe, coniugato, vedovo, separato o divorziato
  • Composizione della famiglia anagrafica
  • Esistenza in vita
  • Nascita del figlio
  • Decesso del coniuge o familiare ascendente o discendente
  • Tutti i dati a diretta conoscenza dell'interessato contenuti nei registri di stato civile
  • Qualifica professionale posseduta
  • Esami sostenuti
  • Titolo di studio, di specializzazione, di abilitazione, di formazione, di aggiornamento, di qualificazione tecnica
  • Situazione reddituale o economica, anche ai fini della concessione di benefici e vantaggi di qualsiasi tipo previsti da leggi speciali
  • Assolvimento di specifici obblighi contributivi con l'indicazione dell'ammontare corrisposto o del tributo assolto
  • Possesso e numero di codice fiscale e della partita IVA e di qualsiasi dato presente nell'archivio dell'anagrafe tributaria e inerente all'interessato
  • Stato di disoccupazione
  • Qualità di pensionato e categoria di pensione
  • Qualità di studente o di casalinga
  • Qualità di legale rappresentante di persone fisiche o giuridiche, di tutore, di curatore e simili
  • Iscrizione presso associazioni o formazioni sociali di qualsiasi tipo
  • Tutte le posizioni relative all'adempimento degli obblighi militari
  • Qualità di vivenza a carico
  • Posizione agli effetti degli obblighi militari
  • Iscrizioni in albi o elenchi tenuti dalla pubblica amministrazione
  • Di non aver riportato condanne penali

Dichiarazione sostitutiva dell’atto notorio

L'atto di notorietà che concerne stati, fatti e qualità o personali o a diretta conoscenza dell'interessato può essere sostituito da una dichiarazione resa dall'interessato medesimo; ad esempio la propria posizione reddituale

La dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà dovrà essere autenticata solamente quando non sia inserita, contenuta, collegata o riconducibile ad una istanza o presentata successivamente all'istanza ma collegata funzionalmente ad essa.
La stessa non può contenere assunzione di impegni, rinunce, intenzioni o comunque rapporti tra privati.

Cosa non può fare la pubblica amministrazione

  • Le pubbliche amministrazioni non possono richiedere ai cittadini la produzione di certificati di assenza di precedenti penali e di assenza di carichi pendenti, ma debbono essere accertati, presso gli uffici competenti, direttamente dall'amministrazione che deve emanare il provvedimento.
  • Le Amministrazioni Pubbliche non possono richiedere atti o certificati concernenti fatti, stati e qualità personali che risultino attestati in documenti già in loro possesso o che esse stesse siano tenute a certificare oppure che siano in possesso di altre pubbliche amministrazioni. Ciò significa che ad esempio il Comune di Chiuduno non puùrichiedere per i propri residenti certificati di residenza o stati di famiglia, perchè i dati in essi contenuti sono già noti all'amministrazione comunale.
  • Le Pubbliche Amministrazioni non possono rifiutarsi di accettare nei casi previsti le autocertificazioni. L'impiegato che rifiuti di accettare un'autocertificazione o le altre forme di semplificazione, incorre nelle sanzioni previste dall'art. 328 del Codice Penale e rischia di essere punito per omissione o rifiuto di atti d'ufficio. In questo caso il cittadino dovrà in primo luogo, accertare chi è il responsabile della pratica inoltrata, richiedendo nome, cognome e qualifica.
    Ottenuti i dati il cittadino dovrà richiedere, per iscritto, le ragioni del mancato accoglimento segnalando il caso al Comitato Provinciale della Pubblica Amministrazione presso la Prefettura del luogo in cui è stata rifiutata l'autocertificazione.

Cosa non può fare il cittadino

  • Il cittadino non può utilizzare documenti di riconoscimento che contengono dati che abbiano subito variazioni dalla data del rilascio, allo scopo di sostituire certificati
  • Il cittadino non deve effettuare dichiarazioni non veritiere.

L'amministrazione pubblica provvede d'ufficio ad accertare la veridicità di quanto dichiarato dal cittadino.
In considerazione dei gravi abusi che possono derivare dall'esercizio del diritto a presentare un'autocertificazione, il legislatore ha previsto che ogni comportamento illecito in merito alla stessa sia punito con severe sanzioni penali.

Le certificazioni, le autentiche di firma e copia di norma, ai sensi (Tab. A DPR 642/72 e successive modificazioni) devono essere rilasciate in bollo.
Le esenzioni dal Bollo sono applicabili esclusivamente nei casi previsti da apposite leggi ed indicati nella tabella sotto riportata.
Quando il cittadino richiederà un certificato o l'autentica di firma o copia dovrà indicare, sotto la sua diretta responsabilità, l'uso e/o la norma esentativa dal Bollo: in caso contrario il funzionario sarà costretto ad applicare la marca da Bollo.

 

L'uso diverso da quello indicato sul certificato comporta evasione fiscale

 

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